Fin da quando ho iniziato a giocare a scacchi (a 10 anni e mezzo) ho sempre avuto la passione dell’insegnamento, dapprima con i miei compagni di corso e di squadra al Convitto Nazionale, ai quali provavo a spiegare i matti elementari e le tecniche basilari, passando poi a nozioni via via più complesse, con preparazioni complete di repertori di apertura (da sempre la mia specialità).

Infatti nonostante a 12-13 anni tutto si può dire tranne 45che fossi un didatta completo, riuscivo comunque a trasmettere le mie competenze di gioco (CM 2100) ai miei compagni, dopotutto se quelle conoscenze mi avevano portato a raggiungere quei traguardi sicuramente potevano essere utili anche agli altri, e già qui, quando vedevo i miei compagni ottenere buoni risultati giocando le mie aperture, oppure ancora vincendo un finale come glielo avevo spiegato io, mi andavo togliendo, nel mio piccolo, le prime soddisfazioni da istruttore.

A 18 anni, quando ho ripreso con continuità a dedicarmi agli scacchi, ho iniziato più seriamente la carriera da istruttore, ottenendo innanzitutto il primo titolo di istruttore di base FSI.

Da quel momento ho iniziato qualunque tipologia di corso: dai corsi di gruppo alle lezioni 29individuali, dai corsi di alfabetizzazione nelle scuole fino ai corsi di perfezionamento avanzati, questi ultimi sicuramente rappresentano il pezzo forte del mio repertorio, sia per capacità acquisite sia per preferenza verso questa tipologia di corso. Nel 2016 sono stato inoltre il
Tecnico della spedizione siciliana ad Olbia, arricchendo il mio curriculum anche con quest’altra esperienza.

Generalmente nei corsi di gruppo i miei punti cardine sono:

-Individuazione di tematiche ricorrenti del mediogioco da approfondire, tramite partite tematiche ed esercizi mirati.

-Formazione di un repertorio d’apertura semplice ma che copra tutte le possibili repliche.

-Apprendimento delle principali tematiche dei finali e particolare attenzione alla transizione mediogioco/finale.

-Conoscenza e corretto utilizzo dei principali strumenti informatici degli scacchi.

 

Per quanto riguarda i corsi individuali invece il mio leitmotiv è sicuramente la focalizzazione dei bisogni dell’allievo.

Alcuni dei miei allievi hanno ottenuto grandissimi risultati semplicemente impostando con profondità un repertorio d’apertura, dando loro la sicurezza che mancava nelle prime fasi della partita.

Con altri il lavoro si è fossilizzato nello studio approfondito dei finali, con altri ancora abbiamo indirizzato lo studio verso alcune tematiche sconosciute a causa di repertori universali: ad esempio un giocatore che ha sempre e solo giocato Colle difficilmente si sarà imbattuto in tematiche come attacco di minoranza o posizioni con/contro il pedone isolato; e naturalmente sconoscere totalmente alcuni temi fondamentali degli scacchi può essere estremamente limitante.

In generale soprattutto nei corsi individuali mi piace sviluppare un metodo di studio che possa servire all’allievo per proseguire anche individualmente negli studi o magari anche nella pratica di istruttori stessi. 

Alcuni dei miei allievi infatti sono poi anch’essi diventati istruttori ed in loro posso riconoscere nitidamente la mia mano, sia nel loro modo di giocare che di insegnare e questo naturalmente mi rende doppiamente fiero.

Un mio chiodo fisso come istruttore è quello di dare sempre l’esempio ai miei allievi. La mia 11204403_922644971131227_2765040984672930756_nattività di istruttore infatti è strettamente legata a quella di giocatore agonista, puntando sempre al miglioramento personale come esempio che si possa riflettere negli allievi. 


Incentivo fortemente tutti gli allievi nel mettersi in gioco e a partecipare a più competizioni possibili, la quasi totalità delle mie trasferte scacchistiche inoltre sono in compagnia dei miei allievi, creando un gruppo di amici prima ancora che di scacchisti-maestri-allievi.